Aspetti visuo-spaziali e prassico-costruttivi

di CHIARA GAGLIARDI

< Non sono capace di disegnare >>, << non mi piacciono le costruzioni >> ; spesso i bambini SW dicono così o, ancora più spesso, passano ad altra attività più gratificante. Il problema dell'organizzazione visuo-spaziale e prassico-costruttiva, cui è indissolubilmente legata la possibilità di << fare >> in modo costruttivo e all'ordine del giorno per i soggetti con SW, fin da quando sono piccoli; l'iter scolastico li obbliga poi a confronti continui con richieste di questo genere, spesso rivolte loro con l'intenzione di facilitare, rispetto ad una modalità verbale ritenuta troppo complessa, e, di fatto creando un altro ordine di problemi. Perchè per questi soggetti è così difficile fare, quando sembra che parlare venga loro molto meglio ?........ L'identificazione di altri geni, oltre quello dell'elastina, coinvolti nella delazione specifica per la SW, ha fotto sorgere speranze di trovare correlazioni significative tra assetto genetico e competenze cognitive, pur essendo questo traguardo di difficile raggiungimento, considerate l'enorme quantità di passaggi coinvolti dal gene a una funzione cerebrale, prodotto sia di componenti biologiche che di apprendimento ed interazione ambientale...........

La Riabilitazione

.........Il problema di maggior impatto per l'iniziale impostazione del trattamento riabilitativo era per questo bambino ( Marco ) la notevole instabilità attentiva che, associata alle difficoltà di organizzazione in un compito, comportava scarse verifiche sull'operato e il frequentissimo passaggio da un'attività all'altra. La scelta riabilitativa iniziale si è perciò indirizzata verso un intervento di psicomotricità, previlegiando quindi un setting ludico, con i seguenti obbiettivi:
Tale modalità di intervento si è protratta per circa un anno e mezzo, nel frattempo, con l'aumento dei tempi di attenzione e quindi maggiore efficacia dell'intervento, è stato effetuato un breve periodo di intervento in ambito logopedigo. In altri capitoli di questo libro ( La sindrome di Williams ) sono state esposte le problematiche inerenti la competenza linguistica nella SW; nel caso di Marco è stato necessario un periodo di lavoro mirato a:
Pur senza effettuare un trattamento specifico in ambito neuropsicologico, che è stato iniziato in seguito, gli interventi riabilitativi hanno contribuito al miglioramento dell'organizzazione grafica di Marco. L'intrvento neuropsicologico iniziato verso i 6 anni di età, condotto in modo continuativo, ha avuto una durata di poco più di due anni, con i seguenti obbiettivi:
Nel tempo sono stati quindi perseguiti obbiettivi specifici differenti, utilizzando contesti riabilitativi diversificati; sembra però di poter individuare grandi target che si possono definire trasversali che hanno accompagnato l'intervento nel corso del tempo:
Si sono pertanto perseguiti contemporaneamente obbiettivi di tipo specifico e l'attivazione di strategie più funzionali. Grande attenzione si è posta progressivamente a competenze che si possono attribuire primariamente ai lobi frontali, quali organizzazione, pianificazione ed elaborazione delle strategie e delle attività. Parallelamente al trattamento riabilitativo è stato curato l'inserimento scolastico, dapprima in scuola materna e a seguito nella scuola elementare; la stretta collaborazione tra questi due ambiti, che hanno obbiettivi e competenze tra loro molto diverse, è fondamentale per garantire la massima efficacia degli interventi. Sono stati pertanto concordate le modalità fondamentali per l'acquisizione delle abilità strumentali e per l'ampliamento delle conoscenze, in modo da garantire coerenza ai diversi contesti e rinforzare le strategie utilizzate dal bambino:
Marco ha imparato a leggere e scrivere, utilizza correntemente il carattere corsivo, pur avendo tuttora difficoltà a livello esecutivo; il profilo cognitivo è deficitario in modo lieve, sufficientemente armonico; le abilità visuo-spaziali e visuo-costruttive si collocano sullo stesso livello delle altre competenze.
Non dice più di non saper disegnare.
 

Estratto dal libro " LA SINDROME DI WILLIAMS " a cura di A. Giannotti e S. Vicari FRANCO ANGELI Pag 122-139 Scritto da C. Gagliardi

 
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