"La Sindrome di Williams

da LE SCIENZE
Una malattia poco conosciuta può aiutare i ricercatori a capire meglio il modo in cui è organizzato il cervello.
 
Alla richiesta di disegnare e di descrivere un elefante, un'adolescente con solo 49 punti di QI produsse uno scarabocchio pressoché indecifrabile, ma in compenso fornì una descrizione di ricchezza impressionante, quasi lirica. L'abilità verbale è abbastanza tipica delle persone affette da Sindrome di Williams, una malattia rara che ha da poco iniziato ad attirare l'attenzione di numerosi scienziati. Gli individui colpiti non sono tutti uguali ma comunque abbastanza simili. E' frequente nei loro confronti una diagnosi di modesto o moderato " ritardo mentale " e in genere essi riportano bassi punteggi nei tradizionali test per il QI. Di solito hanno scarse abilità di lettura e scrittura e affrontano con fatica semplici operazioni aritmetiche. Eppure possono dimostrare notevoli capacità in alcuni settori. In genere hanno molta facilità a parlare e a riconoscere i volti. Come gruppo,poi, tendono ad essere empatici, loquaci e socievoli. Fatto più notevole, alcuni soggetti Williams possiedono uno straordinario talento musicale. Benché di solito la loro capacità di attenzione sia di breve durata, molti mostrano una sorprendente costanza quando si tratta di ascoltare musica, cantare e suonare strumenti. In genere non sanno leggere la musica ma alcuni hanno un orecchio perfetto o quasi. e uno straordinario senso del ritmo.............Un gran numero di soggetti è in grado di tenere a mente per anni complicati brani musicali, ricordando melodie e parole di lunghe canzoni; uno addirittura sa cantare brani in 25 lingue. Esperti musicisti Williams sono anche in grado di improvvisare e comporre testi cantabili. Questi casi aneddotici hanno di recente portato al primo studio sistematico sull'abilità musicale dei bambini SW. I risultati della ricerca indicano che essi distinguono bene le melodie e che, rispetto alla generalità della popolazione, mostrano un interesse maggiore e una più forte risposta emotiva nei confronti della musica. Come disse in bambini WS " La musica è il mio modo di pensare preferito ".
 
Circa sei anni fa cominciava ad avvenire il passaggio dalla descrizione della SW alla sua comprensione genetica, grazie anche a uno studio sulla stenosi aortica sopravalvolare ( SASV ) in persone non affette da SW. Nel 1993 Amanda K. Ewart e Mark T. Keating dell'Università dello Utah, Coleen A. Morris dell'Università del Nevada e altri scoprirono che, per un segmento di questa popolazione, la SASV nasceva da una mutazione ereditaria di una copia del gene che dà origine all'elastina - Una proteina che dona elasticità a molti organi e tessuti, come le arterie , i polmoni, l'intestino e la pelle. -
 
Sapendo che la SASV è comune nei soggetti SW e che tanto gli individui che presentano solo SASV familiare quanto i soggetti Williams soffrono di disturbi in organi che richiedono elasticità, i ricercatori si chiesero se per caso anche la SW comportasse qualche tipo di cambiamento nel gene dell'elastina. In effetti scoprirono che il gene era mancante in una delle due copie di cromosoma 7 nelle cellule. Oggi è dimostrato che la delazione del gene si presenta incirca il 95 per cento dei pazienti con SW. E' presumibile che la mancanza produca danni perché entrambe le copie sono necessarie per produrre quantità adeguata della proteina elastina. I ricercatori sapevano che una riduzione di elastina poteva contribuire alla comparsa di diverse tra le caratteristiche tipiche della SW ma anche che da sola non poteva spiegare i tratti cognitivi e comportamentali. Questa consapevolezza li portò a sospettare che i danni coinvolgessero un numero maggiore di geni. A sostegno di questa idea esami diretti di cromosomi di pazienti Williams indicavano che la regione mancante nel cromosoma 7 si estendeva oltre i confini del gene per l'elastina e probabilmente racchiudeva molti geni. Oggi si stanno scoprendo numerosi di questi altri geni. Tra essi ce ne sono tre ( LIM-chinasi 1, FZD3 e WSCR1 ) che sono attivi nel cervello, segno che potrebbero influenzare lo sviluppo e il funzionamento cerebrale. Non si sa esattamente quali siano le attività svolte dalle proteine codificate, anche se Ewart e i suoi colleghi hanno avanzato l'ipotesi che LIM-chinasi1 ( sempre mancante assieme al gene per l'elastina ) possa avere a che fare con la difficoltà di disegnare accuratamente a memoria semplici oggetti di uso comune.
 
Siamo ben lungi dall'avere una piena comprensione delle cause genetiche della SW. La scoperta della delezione nel cromosoma 7, tuttavia, ha avuto alcune ripercussioni pratiche. Che l'assenza ricorra in tutte le cellule dei soggetti WS testimonia che la condizione dei figli non proviene da qualcosa che la madre ha fatto o ha mancato di fare durante la gestazione. La malattia proviene da uno spermatozoo o da un ovulo che, casualmente, ha subito una perdita di geni dal cromosoma 7 prima di contribuire con i suoi cromosomi alla creazione di un embrione. Quella conoscenza ci dice anche che i gemelli sani di soggetti williams non hanno alcuna delezione nelle loro copie del cromosoma 7 e che i loro figli, quindi, non hanno una probabilità maggiore di nascere con la SW. Infine, la tecnica al microscopio usata originariamente per rilevare la delezione del gene per l'elastina -ibridazione fluorescente in situ- è stata attualmente adattata per divenire uno strumento diagnostico.
 
Il lavoro sugli aspetti genetici della SW va di pari passo con gli studi volti ad identificare la caratteristica neurobiologica della malattia Questa ricerca....ebbe inizio circa 15 anni fa quando una di noi ( Bellugi ) rispose in piena notte a una telefonata nel suo laboratorio del Salk Institute for Biological Studies a La Jolla, California. Chi chiamava sapeva che la Bellugi studiava i fondamenti neurobiologici del linguaggio e riteneva che sua figlia, affetta da SW, avrebbe potuto interessare il gruppo del Salk La ragazza ......considerata ritardata mentale......leggeva e scriveva come un bambino di prima elementare. Tuttavia parlava splendidamente.
 
Allora, come anche oggi, gli scienziati avevano difficoltà a distinguere i processi cerebrali che controllano il linguaggio da quelli che controllano il ragionamento, dato che in genere abilità linguistica e abilità cognitiva procedano di pari passo. La dicotomia presente in quella ragazza suggeriva che lo studio dei pazienti Williams avrebbe potuto servire a distinguere quei processi.......Le ricerche tuttora in corso, prendono in considerazione adolescenti raggruppati in base a sesso, età e livello di QI. ....Ben presto il gruppo di ricerca si rese conto che i soggetti Williams pur fornendo prestazioni generalmente modeste nelle prove complessive di abilità cognitiva, di solito, utilizzavano una lingua grammaticale corretta nella conversazioni spontanee. I ricercatori del Salk scoprirono pure che i soggetti Williams avevano una ricchezza lessicale maggiore di quella che ci si sarebbe aspettati per la loro età mentale.Alla richiesta di elencare alcuni animali, spesso non si fermavano a parole semplici, ma sceglievano esempi esotici quali yak, chihuahua, stambecco, condor o unicorno. Oltre a possedere un lessico più ricco, essi erano tendenzialmente più espressivi anche dei bambini normali........Una possibile spiegazione delle notevoli prestazioni verbali dei soggetti Williams è che il loro difetto cromosomico........forse non incide in modo significativo su certe facoltà che sostengono l'elaborazione linguistica.....Recenti studi francesi e italiani fanno ipotizzare che un aspetto della lingua noto come morfologia....forse non sia completamente preservato negli individui Williams....Questo comporta che le regioni cerebrali preservate e l'integrità della memoria a breve termine per i suoni linguistici....non bastano a garantire una piena padronanza della lingua....In qualche modo, il profilo generale messo in luce dai test cognitivi implica che il difetto cromosomico nella SW risparmi sostanzialmente l'emisfero sinistro (...la regione più importante per il linguaggio nella grande maggioranza della popolazione ) e colpisca quello destro (...più legato ai compiti visivo-spaziali ).Ma l'espressività emotiva degli individui Williams ( anch'essa legata al lato destro ) e almeno un altro dato gettano dubbi su questa teoria. I soggetti williams riconoscono e distinguono piuttosto bene immagini di volti non familiari ( un'abilità che richiede l'emisfero destro )....
 
Estratto dell'articolo originale da " LE SCIENZE " n° 373 del Settembre 1999 a cura di G.R.M.
 
 
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