L'attivitą dell'amigdala risulta alterata nei
pazienti con la sindrome di Williams
Gli individui eccessivamente socievoli
presentano alcune anormalitą cerebrali che ne alterano i normali
rapporti sociali
Analizzando il cervello dei pazienti con tecniche di risonanza
magnetica funzionale (fMRI), i ricercatori del
National Institute of Mental
Health (NIMH) degli Stati Uniti hanno scoperto alcune anormalitą
che rendono certe persone eccessivamente socievoli. Le scansioni
hanno consentito agli scienziati di identificare le aree che non
funzionano in maniera appropriata quando i pazienti osservano volti
minacciosi. Lo studio, pubblicato sulla rivista "Nature
Neuroscience", potrebbe fornire indizi per la comprensione di
alcuni disturbi sociali. I pazienti che soffrono della sindrome di
Williams sono privi di circa 21 geni sul cromosoma sette. La loro
mancanza di paura li rende impulsivi e facilmente socievoli con gli
estranei. Ma spesso provano eccessiva ansia e timore verso fattori
non umani, per esempio nei confronti dei ragni o dell'altezza. La
condizione colpisce una persona ogni 25.000. Usando la risonanza
magnetica funzionale, i ricercatori hanno studiato 13 volontari sani
e 13 pazienti con la sindrome di Williams, analizzando in
particolare l'amigdala, una struttura del cervello che si ritiene
contribuisca a regolare il comportamento sociale. Ai partecipanti
sono state mostrate fotografie di volti arrabbiati o spaventati. Nei
soggetti sani, queste foto provocavano una forte risposta
nell'amigdala, mentre nei pazienti l'attivitą risultava molto
inferiore. Andreas Meyer-Lindenberg, Ahmad R. Hariri, Karen E. Munoz,
Carolyn B. Mervis, Venkata S. Mattay, Colleen A. Morris, Karen Faith
Berman, "Neural correlates of genetically abnormal social cognition
in Williams syndrome". Nature
Neuroscience, doi:10.1038/nn1494